| 22 aprile 2008 |
| ROMA - Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata della
Terra, appuntamento che torna ogni anno dal lontano 1970 quando Gaylord
Nelson, senatore del Wisconsin, mobilitò 20 milioni di americani per
una gigantesca dimostrazione in favore dell'ambiente. Da quella mitica
manifestazione nel 2000 nacque, su iniziativa dello stesso Nelson,
l'Earth Day Network e oggi la celebrano 4.000 eventi in 174 paesi. |
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Tutti gli appuntamenti sono all'insegna della parola d'ordine "A call
for climate", ovvero "una chiamata per il clima". L'invito rivolto
dagli organizzatori ai cittadini è infatti a fare una telefonata "ai
propri governanti per richiamare la loro attenzione sui problemi
ambientali". A Roma, dove stasera in piazza del Campidoglio si terrà un
concerto a impatto zero, questo si traduce in un appello a chiamare la
Camera dei deputati (06-67601). Nel resto del mondo, soprattutto negli
Stati Uniti, dove l'appuntamento clou sarà con il Green Apple Festival
in programma a Central Park, gli organizzatori puntano a superare un
milione di telefonate, prendendo di mira soprattutto i deputati del
Congresso americano (202-224-3121).
''Deforestazione, inquinamento di mari e fiumi, smog, clima impazzito.
La Terra - scrive National Geographic Channel
- è sempre più minacciata dai cambiamenti ambientali, determinati dalla
crescita vertiginosa dell'economia globale. Diventano quindi urgenti
iniziative che sensibilizzino le persone sui rischi che il nostro
pianeta corre e sui rimedi che vanno presi partendo dalla vita di tutti
i giorni''.
Nel 2006 il Wwf aveva presentato il suo bilancio periodico sullo stato
del pianeta. Dopo due anni di studi, lo scenario che si profilava
indicava che la popolazione umana entro il 2050 avrebbe raggiunto un
ritmo di consumo insostenibile pari a due volte la capacità del pianeta
Terra. I segnali di stress ci sono tutti e ci colpiscono direttamente,
non fanno sconti: povertà e cibo, crisi energetica e cambiamenti
climatici, scarsità di acqua che dalle aree più povere del pianeta si
estendono ad aree storicamente fertili.
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